Solferino 2019… una grande emozione!

Un’esperienza entusiasmante, coinvolgente e unica. Pochi ingredienti, ma sono stati proprio l’entusiasmo, la passione, l’amicia e il senso di appartenere ad una grande famiglia la vera e coinvolgente cornice dell’appuntamento con Solferino 2019 al quale il Comitato di Busca ha partecipato con altri amici e colleghi di alcuni comitati a noi vicini: Melle, Sampeyre, Dronero, Peveragno, Borgo san Dalmazzo e Mondovì con i quali abbiamo fatto il viaggio. Perché Solferino? Perché proprio in questi luoghi  nel 1859 si svolse la celeberrima battaglia, durante la quale Henry Dunant ebbe l’idea di fondare quella che, nel corso degli anni, è diventata la più grande associazione di volontariato esistente al mondo. E così tra gli otre 10 mila volontari provenienti da ogni angolo del mondo (c’è chi dice siano stati addirittura 13 mila) c’eravamo anche noi ad assaporare un clima unico fatto di condivisione e amicizia nel rispetto dei principi fondativi della Croce Rossa. Prima che la marea umana lasciasse Solferino con le fiaccole accese per percorrere i 15 chilometri attraversando i luoghi della battaglia per poi raggiungere il campo base, c’è stato il tempo per il saluto delle autorità dal palco allestito nella parte alta di Solferino da dove il nostro presidente nazionale ed internazionale Francesco Rocca ha ricordato che “la professionalità degli operatori e la generosità dei volontari sono diventati uno straordinario patrimonio per il nostro Paese, e per il mondo intero”. Ed ancora, con molto realismo, ha sostenuto: “Sono momenti difficili per gli operatori umanitari, ci sentiamo frustrati: c’è chi cerca di trasformare i Principi in qualcosa di politico. Non considereremo mai un atto criminale salvare vite. Questo vale dal Mar Mediterraneo al Venezuela, dalla Siria, alla Palestina, alla Nigeria. Inutile venire qui a fare festa se non si è in grado di portare avanti questo messaggio. Ed è importante, perciò, ribadire questi principi proprio nei luoghi dove Henry Dunant ha iniziato tutto e dove fu ispirato da quelle donne che ebbero il coraggio di dire “tutti Fratelli”. Infine, last but not least, il grazie ai volontari: “Desidero rivolgere il saluto più cordiale a tutti gli operatori e i volontari di questa gloriosa associazione che nel tempo continua a esprimere i più alti valori di umanità, di solidarietà, di fraternità. La professionalità degli operatori e la generosità dei volontari sono diventati uno straordinario patrimonio per il nostro Paese, e per il mondo intero”. Poi libero sfogo alle… emozioni che ha regalato la fiaccolata. Ai bordi della strada siamo stati accolti dai sorrisi dei bambini e dagli applausi degli adulti. Anche questo è la Croce Rossa. Viva Solferino, viva la Croce rossa!!!